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STRADE DELLA ROMA PAPALE

Via dei Lucchesi, (R. II - Trevi) (da via San Vincenzo a via della Pilotta)

La via prese questo nome quando Urbano VIII dette ai Lucchesi, che la ricostruirono quasi completamente, un’antica chiesa di S. Nicolò o Bonaventura.
Vi era annesso un convento di cappuccini [1] e sul lato destro esterno della chiesa esiste ancora la croce che, secondo l’uso, stava all’ingresso del cenobio.

La chiesa che ha dato il nome alla strada è oggi chiamata di Santa Maria Riparatrice o della Santissima Croce e Bonaventura dei Lucchesi.

Quanto al precedente appellativo, di S. Nicolò, sembra non doversi confondere con S. Nicolò in Porcilibus o in Trivio, giacché questa antica chiesa sarebbe stata ritrovata sotto la galleria Sciarra e resti di essa rinvenuti nell’escavazione delle fondamenta dell’oratorio del Santissimo Crocifisso di S. Marcello, alla profondità di palmi 45.[2]

Beatrice Cenci, prima di essere arrestata, nel febbraio del 1599, vi ebbe un colloquio con la sua complice Plautilla.

Nei primi del 1900 fu restaurata ed abitata dalle suore di S. Maria Riparatrice che nel 1950 hanno rinnovato l’annesso convento.

Nella via dei Lucchesi il palazzo Lazzaroni del XVI secolo con sarcofagi e statue del secolo III e IV, già dei Potenziani.

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[1]           Il cardinale Antonio Barberini, frate cappuccino, li traslocò nel nuovo convento in via Veneto moderna, allora quasi campagna. La prima pietra fu posta il 4 ottobre 1625 dallo stesso Urbano VIII e la chiesa fu intitolata all’Immacolata Concezione ed accordò indulgenza plenaria e remissione di tutti i peccati “a chi si troverà presente al gettare della prima pietra”.

[2]               L´ipotesi sembra essere stata confermata: San Niccolò in Porcibus sembra essere stata ritrovata sotto la chiesa di Santa Maria Riparatrice o della Santissima Croce e Bonaventura dei Lucchesi.

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Lapidi, Edicole e Chiese lungo la via:

- Via dei Lucchesi

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